Donego

A 525 metri sul livello del mare, sull’Alto Lago Maggiore, immersa nel verde e non visibile dal Capoluogo, si trova la deliziosa piccola frazione di Donego

E’ raggiungibile sia da due antiche mulattiere immersi nel verde che dalla strada carrozzabile. L’itinerario più noto per Donego parte dal paese, dalla mulattiera che sale poco prima del ponte sul Rio Cannero, raggiunge la località Ronchè e poi molto pianeggiante raggiunge il paese, in un lussureggiante castagneto in cui si possono ancora vedere i muretti a secco degli antichi terrazzamenti. 

Il nome Donego, pur non avendo origini certe, deriva probabilmente da una locuzione celtica con influssi di altri antichi idiomi, legato alla presenza di un certo numero di sorgenti di acqua. Al centro la bella chiesa seicentesca dedicata a San Giovanni Battista, la festa patronale è il 23 giugno. All’interno spicca la luminosità di questo grazioso oratorio dai tenui colori pastello, al centro dell’abside un piccolo altare in legno con due ali di angelo è opera contemporanea di un falegname nato qui. 

Arrivando nel silenzio del gruppo di case si nota in modo evidente la struttura particolare del borgo che bel mostra lo sviluppo urbanistico dei paesini delle alture del lago: la loro caratteristica era la disposizione delle case costruite su file parallele collegate tra loro sul lato più corto e si sviluppavano tra loro da monte a valle. L’asse principale dell’abitato costituiva anche la via principale da cui poi dipartivano una fitta rete di piccole viuzze che creano la sensazione di un grande labirinto di pietra e legno. 

Nel cuore del labirinto un edificio unico, detto “il Senato” dagli abitanti del paesino, custodito da un meraviglioso enorme architrave su cui spicca una croce patrizia, all’interno esisteva un tempo il torchio da uva della Comunità purtroppo smantellato anni fa. Sull’architrave che conduce a questo locale, un simbolo cruciforme che ne testimonia il valore storico. Sul cortile si affaccia un ballatoio da cui sembra gli anziani della comunità dettassero le decisioni prese al popolo radunato nel piccolo spiazzo.