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Maggio 1859

All’entrata di Cannobio è stata posta la statua marmorea di un leone in memoria della vittoriosa difesa del borgo contro l’attacco austriaco nel maggio 1859

Chi giunge a Cannobio via lago noterà all’entrata della città la sagoma di un leone: si tratta della scultura marmorea realizzata da Giulio Branca in memoria della vittoriosa difesa del borgo contro l’attacco austriaco del 1859. Pochi sanno che la prima cannonata della Seconda Guerra d’Indipendenza del 1859 fu sparata sul lago Maggiore. Su questo lago si svolse una piccola guerricciola locale fra tre battelli armati austriaci e le popolazioni rivierasche della sponda piemontese del lago. Gli austriaci avevano fortificato il golfo di Laveno costruendo due forti che ne controllavano l’accesso, e armato di cannoncini tre battelli.

All’alba del primo giorno di guerra i tre battelli si presentarono davanti a Cannobio, Pallanza e Stresa intimando ai comuni rivieraschi il pagamento di una contribuzione di guerra (telerie, vele, cordami, legname e materiale vario) sotto pena di bombardamento e occupazione militare. Stresa e Pallanza cedettero e nei giorni seguenti pagarono. A Intra c’era una fonderia che aveva prodotto alcuni cannoni in bronzo per la fortezza di Alessandria e ne conservava gli stampi.

I cittadini di Intra e di Cannobio si tassarono per pagare il bronzo alla fonderia, che produsse 4 piccoli pezzi e relativo munizionamento. Un pezzo fu piazzato a Cannobio e tre a Intra. Quando un battello austriaco si presentò davanti a Cannobio a riscuotere fu accolto a cannonate e se ne andò. Tornò l’indomani con tutta la flottiglia ma fu respinto nuovamente. Era il 27-28 maggio 1859. La difesa di Cannobio era comandata da un artigliere dell’esercito sardo in convalescenza. Vi parteciparono i finanzieri del posto di confine e un po’ di volonterosi abitanti.