La festa del Miracolo di Cannobio

Nelle notti invernali del gennaio 1522, nella casa della famiglia Zaccheo successe un fatto miracoloso che gli abitanti di Cannobio festeggiano ancora oggi

Nelle notti invernali del gennaio 1522, nella casa della famiglia Zaccheo successe un fatto miracoloso che gli abitanti di Cannobio festeggiano ancora oggi.

Nelle notti invernali del 7 e 8 gennaio del 1522, nella casa della famiglia Zaccheo successe un fatto miracoloso che portò, successivamente, alla costruzione del Santuario della SS. Pietà. Un piccolo dipinto su pergamena raffigurante Cristo in pietà tra Maria e Giovanni evangelista, custodito oggi dentro una nicchia al centro dell’altare maggiore, fu visto sanguinare.

Le ferite del corpo di Gesù si sono ravvivate e gocce di sangue scesero dal quadretto sulla cassapanca sottostante. La sera dopo, una piccola costa sanguinante uscì dal costato ferito, fu raccolta e portata in processione fino alla chiesa parrocchiale dove ancora oggi è custodita in un prezioso reliquiario donata dal Cardinale Federico Borromeo.

Per ricordare il fatto prodigioso, la notte del 7 Gennaio la città di Cannobiosi accende di migliaia di lumini che rischiarano la processione che porta le reliquie da San Vittore al Santuario. Le luci della città sono spente e la notte invernale è rischiarata dalle fiammelle dei lumi accesi lungo tutte le vie e sulle barche che seguono la processione navigando.

La festa porta molti nomi, festa del Miracolo, Festa dei lumi neri o ancora festa delle luganighe per via del tradizionale piatto della sera della processione, la luganiga, ovvero il classico insaccato di carne bovina preparato proprio per quell’occasione.

In tutti i ristoranti del paese per la notte del 7 Gennaio c’è un unico e “povero” menù: luganighe con patate lesse e verze e come primo la minestra di pasta e fagioli. Una cena semplice e povera come quella servita cinque secoli prima nella locanda del miracolo.

Festa del Miracolo
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